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AUTOMOBILI DI CARTA |
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"LE PRIME FABBRICHE IN ITALIA"
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Tra stupore e sgomento, ma anche brividi di entusiasmo, le prime carrozze senza cavalli (le prime auto a vapore e a gas) negli anni di fine '800 si affacciano nel tranquillo traffico delle grandi città dando vita a forti ed appassionati contrasti tra favorevoli, che sognano un affascinante futuro motoristico, e contrari a sostegno che mostri di follia inimmaginabile con velocità spaventose potrebbero diventare costanti pericoli per la vita umana. |
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A Torino, nel 1895, fa la sua comparsa la prima auto (si fa per dire) totalmente costruita in Italia e prodotta dalla Fabbrica Automobili Michele Lanza che, dopo aver prodotto una decina di esemplari tutti diversi e a esclusivo uso personale, chiuderà i battenti nel 1902 dopo aver distrutto tutta la produzione. |
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Di queste vetture, purtroppo, non esiste più alcun esemplare. |
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Nell'ultimo decennio del secolo ai motori a vapore o gas si contrappongono quelli a scoppio e timidamente si presenta anche il motore elettrico alimentato da serie di pesanti accumulatori. |
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Da Francia e Germania la "voglia di automobile " si espande rapidamente e in pochi anni carrozze a cavalli e auto viaggiano fianco a fianco nelle città. Curiose le cartoline riprodotte (datate 1911 e 1916) che illustrano la circolazione mista nel centro di Parigi.
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Il 1° Luglio 1899, nel Palazzo Bricherasio a Torino, un gruppo di uomini che credono nell'evento automobile si incontra e dopo 10 giorni si firma un atto costitutivo : è nata 1° "Società Italiana per la costruzione e il commercio delle Automobili Torino " subito trasformata nella definitiva " Fabbrica Italiana Automobili Torino " con un capitale di 800.000 Lire suddiviso in 4000 azioni di Lire 200. |
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La prima officina viene allestita nelle vicinanze del Po, in Corso Dante. Presidente del primo C.d.A. viene eletto Ludovico Scarfiotti, Vice Pres. Emanuele Cacherano di Bricherasio e segretario Giovanni Agnelli. |
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Il momento solenne della fondazione viene immortalato dal pittore Lorenzo Delleani nel noto dipinto riprodotto nella cartolina.
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Vale la pena di dedicare un poco di spazio iniziale a quella che diventerà la più grande industria automobilistica italiana che, già dal 1901, inizia a esportare una parte della sua produzione. |
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Verso la fine di ottobre 1899 viene presentata la prima vettura FIAT prodotta nelle Officine di Corso Dante : motore posteriore a 2 cilindri orizzontali con 679 cmc e 3/12 HP. In realtà il progetto è stato acquistato dalla Fiat appena costituita dalla prima Fabbrica Torinese di Automobili : la Ceirano e ne parleremo appena più avanti. |
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Questa prima produzione Fiat viene riprodotta da molte Amministrazioni Postali nel mondo e ne presentiamo una campionatura.
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Nel 1961 le Poste di Monaco emettono una serie di francobolli dedicata ad antiche vetture. |
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Tra queste spicca il modello Fiat del 1901 riprodotto anche in una ottima " cartolina maximum".
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Il modello Fiat del 1902 viene invece riprodotto dalle Poste del Congo mentre il modello sportivo del 1905 viene presentato dalle Poste della Bulgaria.
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Il primo stabilimento FIAT nasce nella zona del Valentino, nei pressi del Po su di una superficie di circa 10.000 mq. affacciato a Corso Dante. |
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Per curiosità il terreno acquistato era stato valutato 66.000 Lire circa (occorre ricordare che siamo alla fine del 1899).
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La cartolina presentata ( viaggiata come da annullo al verso datato 30/11/1918) illustra il " reparto fabbricazione ruote coniche " proprio dello stabilimento di Corso Dante. |
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Lo sviluppo della FIAT procede a ritmi incessanti ed i numeri della produzione aumentano sempre vistosamente : nel 1911 dallo stabilimento di Corso Dante, più volte ampliato e potenziato, escono circa 2700 Veicoli. Occorre quindi destinare più spazio alla fabbrica e, nel maggio 1923, viene inaugurato il nuovo stabilimento del Lingotto considerato unico al mondo per la sua concezione prestigiosa ed avveniristica portante sul ripiano del tetto una pista di collauda delle vetture di oltre un Kilometro di lunghezza totale. |
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Nel primo anno di attività al Lingotto vengono prodotte oltre 23.000 veicoli. Nelle cartoline a seguire una vista panoramica del nuovo stabilimento e un particolare della pista sopraelevata con il Palazzo della Direzione.
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Alla fine del 1912 esce dalle Officine di Corso Dante l'automobile che viene un po' considerata come la prima utilitaria italiana e diventa subito una " reginetta " che fa storia nella storia dell'auto: è la FIAT ZERO. |
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Monta un motore 4 cilindri di 1500 cmc - 19 HP - cambio 4 marce - velocità max. 60 Km/h - peso Kg. 900. |
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Viene posta in vendita a circa 7.500 Lire ed è subito successo in Italia ma anche all'estero finendo nei vari continenti. |
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La sua notevole produzione viene però frenata con lo scoppio della prima guerra mondiale, e proprio per la sua duttilità e affidabilità viene utilizzata per rapide e preziose operazioni militari di collegamento tra reparti e comandi.
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E sempre dagli stabilimenti del Valentino era uscito qualche anno prima il modello 24 HP che aveva registrato un buon andamento di vendite. Montava motore 4 cilindri e nel 1903 era stato presentato al Salone dell’Auto di Parigi al quale la FIAT partecipava per la prima volta. |
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La cartolina presenta il modello allestito per il Re d’Italia.
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Nel 1925 appare sui mercati mondiali la molto attesa FIAT 509. Utilizza un motore di 990 cmc - 2400 giri - 22 HP -cambio a 3 marce con velocità max. di 80 Km/h. Peso 850 Kg. E' la prima vettura FIAT di cilindrata inferiore a 1000 cmc. In pochi mesi diventa l'auto più diffusa in Italia grazie anche al grande gradimento delle donne che iniziano anche a guidarla. |
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Viene prodotta in numerose versioni a 2 e 4 porte in affascinanti carrozzerie : berlina, spider, cabrio, torpedo non disdegnando anche versioni sportive che ottengono buoni successi.
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Abbandoniamo per un momento il racconto storico-tecnologico delle auto per deliziarci con due eccezionali documenti pubblicitari dell'epoca realizzati con tocchi di alta signorilità ed eleganza da illustratori del tempo chiamati sovente a dedicare la loro creatività artistica ai nuovi prodotti automobilistici.
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Nel periodo della " Belle Epòque " le immagini dei pittori Plinio Codognato ( FIAT 509 ) e di Marcello Dudovich ( FIAT BALILLA) portavano nel mondo il messaggio FIAT. |
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Dopo la breve parentesi artistico-pubblicitaria ritorniamo a parlare di storia dell'auto italiana che, come già detto, inizia a Torino nel 1895 con la breve parentesi delle Automobili di Michele Lanza. |
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A seguire, nel 1898, i 4 fratelli CEIRANO trasformano la loro piccola fabbrica di biciclette in fabbrica di automobili e preparano la loro prima auto : la Welleyes. |
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Le ordinazioni sono subito tante e la piccola fabbrica non è in grado di soddisfarle tutte e l' azienda viene messa in vendita. |
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E così la Welleyes diventa praticamente la prima auto FIAT che, dopo qualche giorno dalla sua Fondazione, il 25 luglio 1899 acquista in blocco la Ceirano : brevetti, impianti, apparecchiature, materiali e personale passano in toto alla dipendenza di Giovanni Agnelli. Tra il personale a cambiare datore di lavoro vi è anche un certo Felice Nazzaro e un certo Vincenzo Lancia. |
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I 4 fratelli Ceirano, figli di un orologiaio cuneese, per i loro caratteri forti ed impulsivi, geniali ed esuberanti ma soprattutto instancabili lavoratori, nel volgere di una ventina d'anni tra di loro o con altri soci riescono a fondare, cedere e chiudere, con alterne fortune, una decina di fabbriche automobilistiche tra le quali la F.lli Ceirano, la Matteo Ceirano Ec., la SCAT, la Ceirano e C. , la Ceirano Giovanni Junior e C. la Giovanni Ceirano Fabbrica Automobili. |
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In campo sportivo poche apparizioni delle varie vetture Ceirano con qualche affermazione tra gli anni 1921/1922 : Circuito del Mugello, Settimana Sarda con tre vetture ai primi tre posti, Coppa delle Alpi, Corsa in salita FrascatiRocca di Papa. |
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Alcuni modelli Ceirano vengono introdotti nella filatelia mondiale da alcune emissioni tra le quali segnaliamo: il francobollo del Paraguay emesso il 18/7/1983 che riproduce il modello 5 HP del 1901 e il francobollo della Rep. Guinea Equatoriale del 6/4/1977 che presenta il modello 15/20 HP del 1924.
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Pinerolo: